Lettera febbraio 2020

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Carissimi fedeli, pace e bene.
Dopo aver fatto la spiegazione delle domande del Padre nostro, con l’aiuto del Signore, iniziamo a fare la spiegazione delle singole beatitudini del vangelo. Nella prima beatitudine Gesù dice: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli». Nell’Antico Testamento, soprattutto nei profeti e nei salmi, si parla spesso dei ‘poveri del Signore’, che non sono altro che i poveri in spirito di cui parla Gesù. La povertà di spirito include diversi atteggiamenti, come l’umiltà, la mitezza, il timore di Dio, la giustizia. In una parola i poveri in spirito o poveri del Signore sono quelli che lo cercano con cuore sincero e si affidano a lui. Gesù un giorno ringrazia il Padre perché ha nascosto i misteri del regno ai sapienti e ai dotti e li ha rivelati ai piccoli, cioè ai poveri in spirito. Gesù e la Madonna si riconoscono tra i poveri di spirito. La Madonna, infatti, nel Magnificat dice di Dio: «Poiché ha guardato l’umiltà della sua serva», e Gesù dirà ai discepoli: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore». Se vogliamo entrare in relazione intima con Dio e crescere nella sua amicizia, dobbiamo appartenere ai poveri di spirito. Nei salmi ascoltiamo la testimonianza di molti poveri in spirito che confessano di aver sperimentato nella loro vita l’aiuto del Signore. E Dio stesso per bocca di Isaia afferma di volgere lo sguardo sull’umile e su chi ha lo spirito contrito, su chi teme la sua parola.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo, siano con tutti voi.

Don Alfonso